venerdì 23 gennaio 2015

i rulli del frigorifero: dal cuoco


UN CUBANO AL PROCOIO


Priverno (LT), 2014

YASHICA MAT124 - Foma 400


gli ultimi 6 mesi di camera escono dal frigo
facendo piroette, entrano in tank
si tolgono di dosso le polveri, ma non i sali
e, infine, sviluppano le proprie potenzialità


qui siamo felicemente al Forno del Procoio dal cuoco Alessandro Coviello





lunedì 5 gennaio 2015

ben-venuto e ben-andato: ricomincio dal 2015


Terra mia by Pino Daniele on Grooveshark




E così il primo post del 2015 è di addio
Il primo post dopo tanti mesi in cui Camera e Sud ha preso una pausa sia dalla camera che dal sud.
Perché ultimamente Tsaramaso va a Est, o meglio a middle est, e ha una ventina di pellicole nel frigo da sviluppare e che sono un arretrato dei vissuti degli ultimi 6 mesi. 

Così, oggi mentre pensavo a come rinnovare e ricominciare questo 2015 blogghistico ho saputo che Pino Daniele non c’era più.
E Pino un pensiero se lo merita, anche se il mio sarà semplice, come semplici erano le sue canzoni di terra, di mare, di gente, di vecchi che vivono e di giovani che lottano, e di parole e dialetto. E’ a quelle "parole di dialetto" che va il mio pensiero. Quelle parole dal suono quasi fastidioso per noi che nella costa est il maschile non lo “incupiamo”. Parole che sono entrate inevitabilmente nella testa di chi lo ha ascoltato, Pino Daniele.

Terra mia è stato il primo disco di Pino Daniele che ho veramente stuprato, fino a impararle tutte quelle parole. Così oggi col fantastico mondo dei provider di musica online posso condividere Terra mia in 1 minuto con tante persone. Mentre prima ci voleva un sacco di tempo col forward e col rewind per trovare la canzone che volevo sulla cassetta...

Bentrovati!
e buon anno anche a te, Pino.


TERRA DI PUGLIA, 2014
HASSELBLAD - Kodak 400TX

domenica 19 ottobre 2014

"Io sto con la sposa": questione di liberà

E’ un corteo nuziale improvvisato che ha portato un gruppo di clandestini siriani e palestinesi dall’Italia alla Svezia, attraverso vie alternative a quelle del contrabbando per raggiungere la pace.
Laddove la legge contribuisce a negare la libertà, l’Uomo rischia per conquistarla.
Questo fanno i 5 protagonisti già in fuga dal diritto alla libertà tradito: la guerra in Siria e l'occupazione in Palestina.
E’ un film? Un documentario? Un che?
E' una storia documentata di un viaggio di matrimonio.
Non fa una piega questa storia, né si piega a pietismi: ci sono tutte le età, le donne e gli uomini, 3 macchine, 4 giorni e 3.000 km, i telefonini per il via libera ai confini, i vestiti da matrimonio, ci sono gli amici che aiutano nelle zone di passaggio, ci sono le lacrime dell'uomo e il sonno della donna (anziani entrambi e assolutamente palestinesi) e ci sono i racconti in arabo e quell'intercalare yani che ti fa capire che è proprio quell'arabo lì. C’è la musica dal vivo e col telefono; ci sono sempre la musica, il canto, la poesia dette per farsi forza e accompagnarsi in macchina dove si sta stretti per paura e per necessità. C'è la festa, la stanchezza, la paura (forte fortissima), e poi finalmente c’è l’Italia con quel poco di coraggio e solidarietà che le sono rimaste. Infine c’è Tariq, di cui svelo nome ed energia con il video qui sotto.

Tariq fa il rap ed è già shabaab dentro e, come direbbero oggi i ragazzi italiani “Tariq spacca!!!”.



Io sto con la sposa
2014
Soggetto, sceneggiatura e regia
Antonio Augugliaro
Gabriele Del Grande
Khaled Soliman Al Nassiry

Prodotto da
Gina Films

Finanziato da 2617 produttori dal basso